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Rassegna Stampa

15 • 01 • 2018
Montalcino news

“Era un po’ che ci stavamo guardando intorno, è capitata questa occasione e non ce la siamo fatta sfuggire”. A parlare è Paolo Bianchini, proprietario assieme a sua sorella Lucia di una delle tenute più storiche di Montalcino, Ciacci Piccolomini d’Aragona, che ha inaugurato il 2018 con l’acquisto di 2,5 ettari a Brunello di Montalcino, riconducibili alle proprietà della Tenuta La Togata. Ma il nuovo anno potrebbe regalare altre novità, legate alla grande passione di Paolo, il ciclismo, di cui il produttore è attivo praticante. Proprio l’amore per il ciclismo, con le sue attività collaterali di beneficenza, ha portato in casa Bianchini nientemeno che Alex Zanardi, pluricampione di handbike e icona dello sport paralimpico. Zanardi è stato ospite di Ciacci Piccolomini d’Aragona lo scorso 5 gennaio. Un pomeriggio intero per degustare il vino della tenuta e parlare di progetti futuri. “Siamo ancora ad una fase embrionale - spiega Bianchini alla Montalcinonews - ma sta nascendo un progetto per devolvere i proventi delle maglie della Brunello Bike, che abbiamo venduto e stiamo tuttora vendendo nei nostri negozi, ad una delle sue associazioni benefiche”.

Zanardi è impegnato da tanti anni nel sociale, con iniziative come “Bimbingamba”, associazione nata per realizzare protesi per bambini che hanno subito amputazioni e che non possono usufruire dell’assistenza sanitaria, o “Obiettivo3”, con l’intento di avviare allo sport quante più persone disabili possibile per individuarne poi almeno tre capaci di crescere in tre anni fino a centrare la qualificazione ai prossimi Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. 

“Ne riparleremo nei prossimi giorni, non so se tornerà o se ci incontreremo da qualche altra parte. Lui è già in preparazione per le Olimpiadi. È una persona incredibile, una forza della natura”, aggiunge Banchini, che, cosa scontata, ha aperto a Zanardi il celebre Museo della Bicicletta, dove sono custodite magliette storiche e bici d’epoca appartenute ai più grandi campioni di questo sport, come Moser, Casagrande, Scarponi, Cipollini, Fondriest, Bitossi, Colnago. “Gli è piaciuto, è rimasto molto colpito. Credo proprio che al prossimo incontro mi omaggerà di qualche cimelio, almeno lo spero”.

Zanardi si è intrattenuto a pranzo e per tutto il pomeriggio e non ha potuto esimersi dall’assaggiare il nuovo Brunello di Montalcino DOCG 2013 della tenuta. Un brindisi speciale per un personaggio speciale.

12 • 01 • 2018
Montalcino news

Ancora compravendite nel mondo del vino in questo avvio di 2018, ed ancora una volta a Montalcino. La protagonista è una delle tenute più storiche del territorio del Brunello, Ciacci Piccolomini d’Aragona, che affonda le sue origini nel diciassettesimo secolo, e dal 1985 di proprietà della famiglia Bianchini (oggi a guidarla i fratelli Paolo e Lucia), che, da rumors WineNews, ha acquistato 2,5 ettari a Brunello di Montalcino, riconducibili alle proprietà della Tenuta La Togata. Sconosciute le cifre dell’affare (un ettaro iscritto a Brunello di Montalcino è valutato, da stime raccolte da WineNews, tra i 450.000 ed i 550.000 euro ad ettaro, https://goo.gl/k8B1sf).

 

Un’azienda stabilmente ai massimi livelli qualitativi del territorio secondo la critica italiana ed internazionale, che oggi, con quest’ultima acquisizione, mette insieme 55,5 ettari vitati complessivi (su 220 ettari totali), di cui 20 ettari a Brunello di Montalcino Docg, 8 ettari a Rosso di Montalcino Doc ed il resto a Sant’Antimo Doc e Igt, per una realtà capace di una produzione di 300.000 bottiglie all’anno (di cui 90.000 di Brunello), che per l’80% finiscono all’export.

 

Azienda che, al grande vino, unisce anche un’altra grande passione di Paolo Bianchini (e di milioni di italiani ed amanti del genere nel mondo), quella per il ciclismo, di cui il produttore è attivo praticante, sia con il celebre Museo della Bicicletta ospitato nella tenuta (guarda qui il video della Montalcinonews), dove sono custoditi cimeli come magliette storiche e bici d’epoca appartenute ai più grandi campioni di questo sport, nomi come Moser, Casagrande, Scarponi, Cipollini, Fondriest, Bitossi, Colnago, che, con la squadra di Bianchini, l’Asd Brunello Bike, che dedica il ricavato della vendita delle maglie e delle diverse attività a progetti di beneficenza.

12 • 01 • 2018
Montalcino news

2018, per Montalcino, significa 2013. È l’annata del Brunello ormai pronto ad essere messo in commercio, a cinque anni dalla vendemmia, come recita il Disciplinare che lo regola. E mentre è scattato il conto alla rovescia per gli eventi di presentazione organizzati dal Consorzio (da Brunello Usa a Benvenuto Brunello, dalle grandi fiere come Vinitaly e ProWein fino agli appuntamenti in Estremo Oriente), le casse di Brunello 2013 cominciano ad arrivare a critici, esperti e sommelier di tutto il mondo, pronti a giudicare il nuovo vino con le loro valutazioni. Ma cosa succede se a recensire il Brunello sono gli stessi produttori? È quello che ha fatto la rivista Gambero Rosso, che ha chiesto ai viticoltori di giudicare i vini di 27 cantine del territorio. “Un’operazione proposta ai produttori e accolta positivamente perché, per quanto strano possa sembrare in una società volta alla competizione, a Montalcino lo spirito di gruppo prevale sul singolo”, spiega l’articolista, Dario Pettinelli.

Troviamo così Tommaso Cortonesi e Riccardo Campinoti recensire il Brunello di Montalcino 2013 di Argiano, o Fabrizio Bindocci esprimersi sul Brunello di Montalcino 2013 di Banfi. Presenti anche Baricci, Bosco di Grazia, Casanova di Neri, Casato Prime Donne, Castello Tricerchi, Cava d’Onice, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Col di Lamo, Col d’Orcia, Collosorbo, Corte dei Venti, Cortonesi, Fattoria del Pino, Fuligni, Il Poggione, Le Chiuse, Le Ragnaie, Mastrojanni, Podere Le Ripi, Salvioni, Sanlorenzo, Sasso di Sole, Solaria, Talenti e Val di Suga.

Brunello di Montalcino '13 Ciacci Piccolomini d’Aragona
Recensito da Emanuele Nardi (Tenute Silvio Nardi).
Note di sottobosco, macchia mediterranea, spezie e tostatura. Al sorso è pieno e avvolgente con una struttura importante. Beva piacevolissima.

12 • 01 • 2018
Montalcino news

È la Val d’Orcia patrimonio Unesco, culla di grandi vini come il Brunello di Montalcino, e di realtà emergenti come la Doc Orcia, mix straordinario di storia, paesaggi incontaminati, arte ed enogastronomia, la meta italiana selezionata tra i “Top 10 Wine Getaways of 2018” dalla rivista Usa “Wine Enthusiast”. Una Val d’Orcia che, spiega la italian editor Kerin O’Keefe, “sembra uscire da un dipinto del Rinascimento. Punteggiata di fattorie, cipressi, oliveti e vigneti, le colline gentili ed i campi rappresentano la quintessenza del paesaggio Italiano. Il territorio è la casa del Brunello di Montalcino, uno dei vini italiani più celebrati, così come dell’Orcia Doc, uno dei segreti meglio custoditi del Belpaese. E insieme ai grandi vini e agli scenari fantastici, le pittoresche cittadine di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia, gemme artistiche e culturali, fanno di questa destinazione un paradiso per i wine lovers”.

“Primavera, estate ed inizio autunno sono il periodo migliore dell’anno per godere di attività all’area aperta e di wine tour”, spiega la rivista, in un territorio davvero ricco di storia e che, oltre alla denominazioni citate, vale la pena ricordare, sfiora Montepulciano ed il suo Vino Nobile, e come sottolinea la O’Keefe, è a pochi chilometri da Siena, una delle capitali del Chianti Classico. Tanti i luoghi dedicati al wine & food che potrebbero essere segnalati. Quelli scelti da Wine Enthusiast, sul fronte della ristorazione, sono l’Osteria Perillà a Rocca d’Orcia (ristorante fresco di prima stella Michelin, ndr), per una cucina di alto livello fatta di ingredienti local, La Bottega di Cacio nel borgo di Bagno Vignoni e, ancora, a Montalcino, la Vineria le Potazzine e La Taverna Banfi, ristorante di Castello Banfi.

Strettamente legati al vino anche i consigli per l’alloggio, perchè se primeggia nelle segnalazioni l’Adler Thermae Wellness & Spa Resort, la struttura di più alto livello del territorio, per soggiorni tra le vigne il magazine segnala, a Montalcino il Castello di Velona Resort e Borgo Canalicchio di Sopra Wine Relais, e a Castiglione d’Orcia gli appartamenti della tenuta Poggio al Vento. Tra una degustazione e l’altra, imperdibili le visite a Pienza, una delle poche “città ideali” del Rinascimento davvero realizzate, grazie al progetto urbanistico di Bernardo Rossellino per Papa Pio II, nel Quattrocento, perla urbana a metà strada tra Montalcino e Montepulciano, le tante possibilità di passeggiate a piedi o in biciclette sulle tante strade bianche del territorio, anche attraverso la Via Francigena, o una visita alle Termali di Bagni San Filippo. Senza dimenticare l’abbazia di Sant’Antimo, di epoca Carolingia, a Montalcino.

Ed ancora, tornando al vino, centinaia le possibilità per chi vuole degustare i vini del territorio. Dalla Tenuta Greppo di Biondi Santi, “dove si può imparare qualcosa di più sulla famiglia che ha inventato il Brunello di Montalcino”, scrive “Wine Enthusiast”, a Castello Banfi, dalla cantina Ciacci Piccolomini d’Aragona al Casato Prime Donne di Donatella Cinelli Colombini, o le “boutique wineries” come Baricci, Colombaio, Montosoli, “situate tutte sulle pendici della celebrata collina di Montosoli”, o Le Chiuse. Sempre a Montalcino, da non perdere secondo il magazine una visita all’Enoteca Osticcio e all’Enoteca La Fortezza, che alberga nella trecentesca fortezza del Paese. Per assaggiare il meglio dell’Orcia Doc, invece, i suggerimenti sono Podere Forte, la cantina biodinamica creata da Pasquale Forte a Castiglione d’Orcia, o la Tenuta Sanoner a Bagno Vignoni, e da non perdere una visita all’azienda Capitoni a Pienza.

Solo alcuni, ovviamente, dei tanti suggerimenti possibili tra eccellenze vinicole, artistiche, e paesaggistiche, indicate in un articolo che, insieme alla Val d’Orcia, nel mondo, seleziona destinazioni come la San Luis Obispo Coast, in California, la Grand Valley, in Colorado, la Corsica, in Francia, la Southern Coast in Uruguay, Cape Town in Sudafrica, Melbourne, in Australia, la Regione della Styria, in Austria, il “Triangolo dello Cherry”, tra Jerez de la Frontera, Sanlúcar de Barrameda ed El Puerto de Santa María, in Spagna, ed Hong Kong, una della grandi capitali mondiali del mercato del vino.

11 • 01 • 2018
Wine Enthusiast

About 30 miles south of Siena and stretching to Monte Amiata, the spectacular, unspoiled countryside of Tuscany’s Val d’Orcia, a UNESCO World Heritage Site, looks like it’s been lifted out of a Renaissance painting. Dotted with farms, cypress trees, olive groves and vineyards, the gently rolling hills and fields offer the quintessential Italian landscape. The area is home to Brunello di Montalcino, one of Italy’s most lauded wines, as well as the Orcia Denominazione di Origine Controllata (DOC), one of Italy’s best-kept secrets. On top of fantastic wines and scenery, the picturesque towns of Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani and San Quirico d’Orcia boast artistic and cultural gems, making this destination a wine lover’s paradise. — Kerin O’Keefe

 

Where To Dine

 

Offering high-end cuisine made with locally sourced ingredients, Osteria Perillà in Rocca d’Orcia is a must. In scenic Bagno Vignoni, La Bottega di Cacio is perfect for a light lunch of local cheeses, cured meats and a glass of wine. Go to Vineria Le Potazzine in Montalcino for delicious, traditional Tuscan dishes and an extensive wine list of approximately 500 bottles. At La Taverna Banfi, lunch is served under the vaulted arches of a former barrel cellar.

 

Where To Stay

 

For luxury digs, choose the stunning, five-star ADLER Thermae Wellness & Spa Resort and enjoy its thermal pools, or stay at the gorgeous Castello di Velona Resort, Thermal Spa & Winery in Montalcino. For country-chic accommodations immersed in Brunello vineyards, opt for one of the impeccably furnished apartments at Borgo Canalicchio di Sopra Wine Relais. Winery accommodations with unbeatable views can be found in one of five spacious apartments at Roberto Mascalloni’s Poggio al Vento estate, a small, organic farm in Castiglione d’Orcia that produces outstanding wine and olive oil.

 

Other Activities

 

Val d’Orcia is a haven for walkers and cyclists, with winding roads that meander through the countryside and offer magnificent vistas. The hilltop town of Pienza, nestled between Montalcino and Montepulciano, is the ideal Renaissance town. A day trip should be on every visitor’s to-do list.

 

Budget Tip

 

Relax in the thermal pool of Terme San Filippo in Bagni San Filippo. If you’re feeling adventurous, there are free outdoor hot springs in the nearby woods just outside of Bagni San Filippo, with a marked path from the main road for easy access.

 

Where To Taste

 

Most wineries offer tastings and tours by appointment only. In Montalcino, visit the beautiful Ciacci Piccolomini d’Aragona Estate. Schedule a tour at Biondi Santi to learn more about the family that invented Brunello. Don’t miss a visit and tasting at the majestic Castello Banfi (pictured left). Donatella Cinelli Colombini’s Casato Prime Donne, the only winery in Italy run entirely by women; pioneering estate Baricci Colombaio Montosoli, located on the slopes of the celebrated Montosoli hillside; and Le Chiuse are all must-see boutique wineries. Be sure to check out Montalcino’s best wine bars, Enoteca Osticcio and Enoteca la Fortezza. For tastings and sweeping views in the Orcia DOC, visit Tenuta Sanoner in Bagno Vignoni, or make an appointment to visit biodynamic producer Podere Forte in Castiglione d’Orcia. In Pienza, visit quintessential Tuscan farm Capitoni.

 

When To Go

 

Spring, summer and early fall are the best times to enjoy outdoor activities and tour wine country.

 

Prominent Wines

 

Native grape Sangiovese rules in Val d’Orcia, and it’s the only grape allowed in Brunello di Montalcino and Rosso di Montalcino. Brunellos and Brunello Riservas are among the most ageworthy wines in all of Italy. Classic bottlings combine power and grace that boast violet, wild cherry, baking spice and earthy notes, which become more complex over time. Rosso is less structured and made to be enjoyed young. Situated between the Brunello and Vino Nobile di Montepulciano denominations, Orcia DOC wines must be made with a minimum of 60% Sangiovese, while Orcia Sangiovese DOC offerings must be at least 90% Sangiovese. Some producers blend in international grapes, while others use the native grape Foglia Tonda. The best wines are savory and well structured.

 

Val d’Orcia Local In The Know

 

“Take your time in Val d’Orcia to enjoy the beautiful countryside and visit the area’s art centers,” says wine producer Donatella Cinelli Colombini. “Follow the Via Francigena, the road that in the Middle Ages connected Northern Europe with Rome, and discover the traces of those who traveled it before us. Don’t miss Buonconvento’s delightful, walled-in hamlet, the town of San Quirico [d’Orcia] and the hamlet of Bagno Vignoni, the only medieval thermal spa that’s still intact today.”