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Rassegna Stampa

11 • 04 • 2018
Montalcino news

200 chilometri in bicicletta, da Montalcino a Marina di Massa, per donare 10.000 euro al progetto benefico di Alex Zanardi. È successo lo scorso 7 aprile, quando Paolo Bianchini e Mauro Zanca, rispettivamente proprietario e direttore commerciale della cantina Ciacci Piccolomini d’Aragona, hanno consegnato la cifra raccolta dalla propria associazione sportiva dilettantistica, la Asd Ciacci Piccolomini d’Aragona-Brunello Bike. Bianchini e Zanca partono alle 7 del mattino e, arrivati a destinazione, sono accolti da Alex Zanardi in persona, insieme a sua moglie Daniela. Al Parco della Comasca di Marina di Massa si sta svolgendo la gara internazionale paraciclistica “Due giorni del mare”, organizzata da Ciclo Abilia e Anmil Sport Italia, dove 13 atleti selezioni da O3 (l’associazione di Zanardi) partecipano per la prima volta nella categoria handbike e possono conquistare i primi punti Uci, fondamentali per iniziare la corsa alla qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Nel pomeriggio, dopo le premiazioni della gara in cui il Team O3 ottiene ottimi risultati, Ciacci Piccolomini d’Aragona di Paolo e Lucia Bianchini viene presentata agli atleti e alle loro famiglie come sostenitrice del progetto Obiettivo 3, devolvendo in beneficenza il ricavato della Asd Brunello Bike. E alla fine, quando è tempo di rientrare a Montalcino, la mamma di una delle atlete si avvicina e ringrazia facendo capire che la Asd Brunello Bike sta andando nella direzione giusta: “mia figlia ha 17 anni, le state realizzando un sogno”.

04 • 04 • 2018
James Suckling

The 2012 vintage may be one of the first vintages in a long time for Brunello di Montalcino when the riserva designation really counted. At least that’s my impression after tasting about 70 2012 Brunello di Montalcino Riservas earlier this year.

The designation is supposed to specially classify Brunellos that deserve an extra year of aging before being released on the market; however, many times it seems to be about the same quality as the normal bottlings with a few exceptions. Happily, this doesn’t seem to be the case for a large number of riservas in 2012 that I tasted. And I recommend buying the top-rated ones.

“We really focused on the quality this year with our riserva,” admits Paolo Bianchini, one of the owners of Ciacci Piccolomini d’Aragona. “With the extra aging in wood as well as bottle, the wines had more time to come to perfection.”

What strikes me the most about many of the 2012 Brunello di Montalcino Riservas is that they have a fresher, slightly less ripe character than the normal bottlings. This makes them slightly more attractive than the more flamboyant and riper style of so many of the 2012s, which came from a hot, dry and sunny vintage overall. 

“The extra refinement in the aging certainly added to the overall excellence of the wines,” adds Guido Andretta of Vitanza.

I also spoke to some wine producers who underlined how their understanding of dealing with hot and dry years helped them make more balanced wines in 2012. “We really came into our own with the riserva in 2012,” says Jens Schmidt of Rasina. “It was a fantastic vintage.”

Overall, out of the 66 riservas reviewed this year, 16 of them were rated more than 95 points on our JamesSuckling.com 100-point scale. They’re all really exciting and satisfying to taste. So, try some yourself and see what I mean. — CEO/Editor James Suckling

 

Ciacci Piccolomini d'Aragona Brunello di Montalcino Vigna di Pianrosso Santa Caterina d'Oro Riserva 2012

97/100 - Some glossy oak warmth across the ripe red cherry and raspberry aromas on the nose. With walnuts, blonde tobacco, sweet brown spices and earthy nuances too. The palate has a level of power and energy that really sets it apart. Shows a very succulent and vibrant core of red fruits and light earthy notes through the finish. Great balance here. Try from 2022.

03 • 04 • 2018
Montalcino news

Una visita che possiamo tranquillamente definire “d’amore”. Le bellissime sorelle Rodriguez, Belen e Cecilia, insieme alla famiglia e ai fidanzati Andrea Iannone e Ignazio Moser hanno deciso di passare il fine settimana nella zona di Montalcino e precisamente al Rosewood Hotel a Castiglion del Bosco. Cecilia e Ignazio, la cui relazione è sbocciata al Grande Fratello Vip, si sono concessi anche un tour nelle cantine di Ciacci Piccolomini d’Aragona. Una tappa quasi scontata per Ignazio, figlio del grande Francesco Moser, che è stato uno dei talenti più brillanti a livello juniores del ciclismo italiano. Adesso per lui ci sono altre strade, non più da affrontare sui pedali, ma la passione per la bici è rimasta: e con piacere ha osservato quei preziosi cimeli del padre custoditi da Paolo Bianchini (la cui amicizia con la famiglia Moser dura da anni) nel suo ricchissimo museo della bicicletta. Cecilia e Ignazio hanno assaggiato i vini dell’azienda e sono rimasti piacevolmente colpiti dall’ambiente come testimoniano anche i loro sorrisi smaglianti. Per la giovane coppia è stata una Pasqua piacevole e vissuta in pieno relax accolti al meglio da Paolo e Lucia Bianchini, a loro volta felici di aver ricevuto questa piacevole visita.

30 • 03 • 2018
CORRIERE DELLA SERA
29 • 03 • 2018
WINE MUO'

Ciacci Piccolomini d’Aragona

 

Rosso di Montalcino 2016                93/100

Apre fresco, energico, con sentori di frutti rossi molto marcati. In bocca la liquirizia si alterna alle more e ai ribes. È un vino completo, con una struttura piena, una piacevole freschezza messa in risalto da una bella acidità. È pieno di vita!

 

Rosso di Montalcino 2015 Rossofonte                    94/100

Al naso si percepiscono profumi di piccoli frutti a bacca nera molto pronunciati. Una mora succosa e una prugna corposa si alternano piacevolmente in bocca, chiudendo con un accenno di liquirizia. È un vino elegante, calibrato, di piacevole bevuta; degni di nota l’allungo e la persistenza finale.

 

Brunello di Montalcino 2013             97/100

Al naso si presenta potente, incisivo, con un fondo lievemente balsamico dove si sviluppano seducenti note di frutti rossi. Al palato primeggia un inconfondibile sapore nettarino e nel finale si avverte un armonico tannino che esalta un retrogusto balsamico, quasi di pino. È un vino dalla struttura mastodontica, votato all’eleganza, alla raffinatezza e alla classe; perfettamente bilanciato anche nell’allungo finale. Lo standard qualitativo rimane davvero molto alto.

 

Brunello di Montalcino Riserva 2012 Pianrosso                  99+/100

Immediata la sensazione di nitidezza e di apertura al naso, capace di sprigionare suggestivi aromi di frutti rossi, come solo i grandi vini sanno fare. Per le papille è pura emozione: frutta nettarina e ciliegie si fondono in una perfetta sinfonia di sapori che avvolge con cremosità la bocca. Un eccellente tannino, egregiamente levigato, lascia intendere un’anima intensa e raffinata. Encomiabile la sua favolosa persistenza!

 

Sant’Antimo 2016 Ateo                    92/100

Piacevole, spumeggiante, fresco, con vivaci note di frutti di bosco e di cacao sudamericano a concludere. I lamponi, come appena colti, stimolano il palato, mentre un corpo vitale sprigiona una piacevole freschezza.

 

Sant’Antimo 2015 Fabius                 93/100

Un intenso profumo di more fuoriesce dal calice. La mora si ripresenta, corposa e succulenta, al palato, ma con una chiusura più secca rispetto all’Ateo. È un vino soave che ricalca la filosofia aziendale improntata all’eleganza. Lo stile, il carattere e la persistenza sono davvero amabili.

 

27 • 03 • 2018
Montalcino news

Ludovica Casellati è il direttore responsabile della testata giornalistica online viagginbici.com. Lo scorso weekend, in occasione di “Terra Eroica”, è passata anche per le strade di Montalcino facendo visita, con un nutrito gruppo di appassionati delle due ruote, all’azienda Ciacci Piccolomini d’Aragona di Paolo Bianchini, un punto di riferimento per il mondo della bici e In visita da Ciacci Piccolomini d'Aragona dove è custodito un bellissimo museo ricco di cimeli e di storia del ciclismo. E proprio qui, a Montalcino, la “lady bici” Ludovica Casellati ha saputo della notizia della nomina della madre, Elisabetta Alberti Casellati, come primo presidente donna del Senato.

 

Una news che ha acceso l’entusiasmo dei presenti, tra telefonate continue e meritati festeggiamenti. Ludovica ci dicono che si è dimostrata molto disponibile con tutti e sempre sorridente, oltre che colpita dalla bellezza del nostro territorio. E chissà se c’è stato un calice di Brunello per celebrare un’occasione davvero speciale…magari solo uno, perché dopo… c’era da pedalare!

23 • 03 • 2018
Wine News

Brunello di Montalcino 2013 Le Chiuse, Brunello di Montalcino Riserva 2012 Ciacci Piccolomini d’Aragona Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro e Brunello di Montalcino Riserva 2012 Conti Costanti: ecco i 100/100 di Kerin O’Keefe (Wine Enthusiast)

 

Celebrata molto meno della 2012, l’annata 2013 del Brunello di Montalcino continua a raccogliere consensi. L’ultimo attestato di quella che, a ben vedere, è destinata a diventare una piccola grande annata, arriva dalla penna di Kerin O’Keefe, italian editor di “Wine Enthusiast”, che ha messo in fila i suoi 10 migliori assaggi, insieme alle 5 migliori Riserve 2012, da cui sono emersi ben 3 punteggi perfetti, quei 100/100 che la wine writer americana, in tutta la sua carriera, aveva assegnato solamente altre 5 volte. Al top, quindi, troviamo il Brunello di Montalcino 2013 Le Chiuse, il Brunello di Montalcino Riserva 2012 Ciacci Piccolomini d’Aragona Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro ed il Brunello di Montalcino Riserva 2012 Conti Costanti. Appena un gradino più in basso, tra i Brunello 2013, troviamo l’Altesino Montosoli, con 99 punti, seguito da Baricci, Conti Costanti e Salvioni, con 97 punti. Ed ancora, i Brunello di Montalcino 2013 Pieve Santa Restituta Sugarille, San Polo, Salicutti Piaggione e Castelgiocondo, con 96 punti. Tra i Brunello di Montalcino Riserva 2012, invece, troviamo Padelletti, Le Gode e Gianni Brunelli a quota 96 punti (www.kerinokeefe.com). “Si tratta di un’annata classica - scrive Kerin O’Keefe - i migliori 2013 hanno un notevole potenziale di invecchiamento, come non ho visto da anni. Ho assaggiato 181 dei Brunello appena usciti e ho dato a 112 vini 90 punti o più, con ben 21 che hanno ricevuto 95 punti o più, compreso un punteggio perfetto di 100. I vini migliori sono sorprendenti, con una radiosità che è mancata in molti dei Brunelli più muscolosi, più accessibili e più alcolici a cui ci siamo abituati nelle ultime annate. Il 2013 richiederà pazienza per raggiungere il suo massimo potenziale. A differenza di anni estremamente caldi e secchi, che sono diventati la norma a Montalcino dalla metà degli anni Novanta, il 2013 è stato un tuffo nel passato: un anno fresco, con abbondanti piogge in primavera e la prima parte dell’estate. I viticultori che sono arrivati a settembre con uve sane - continua la O’Keefe - hanno potuto godere del clima mite e soleggiato, e hanno prodotto vini fragranti di medio corpo, carichi di finezza. I migliori sono impeccabilmente equilibrati, con acidità vibrante e tannini fermi ma nobili”.

22 • 03 • 2018
Falstaff

..."Alex Bianchini, Jahrgang 1989, ist seit drei

Jahren im elterlichen Weingut Ciacci Piccolomini

tätig und leitet dort die Produktion.

1955 erbte Großvater Giuseppe das Gut in

Castelnuovo dell’Abate von der Gräfin Ciacci

Piccolomini. Er vergrößerte es ständig, und

aus den sechs Hektar von einst wurden 55.

Es gehe um die bestmögliche Interpretation

des Terroirs, so Alex Bianchini. »Kleine

Änderungen und Verbesserungen sind gewiss

einzubringen, der Stil muss aber so erhalten

werden. Bei Brunello heißt das für mich die

ausschließliche Lagerung im großen Holzfass.

« Das bedeutet aber nicht, nur das

Bekannte weiterzuführen. »Wir haben die

Beerenselektion deutlich verbessert. Ich experimentiere

auch mit Vergärung im Holzfass.

Mal schauen, was daraus wird.« Zudem ist

Alex Bianchini für die Umstellung des Betriebes

auf Bio verantwortlich. »Für die Zukunft

gibt es nur einen Weg: Qualität, Qualität,

Qualität.«

Mit solchen begeisterten jungen Menschen,

die wissen, was sie am Brunello haben, die

aber auch wissen, dass an stetiger Innovation

kein Weg vorbeiführt, ist die Zukunft des

Brunello gesichert."

 

96/100 - BRUNELLO DI MONTALCINO

RISERVA PIANROSSO SANTA

CATERINA D’ORO 2012

Ciacci Piccolomini

Leuchtendes Rubin mit sattem Granat.

Nase mit satten Fruchtnoten,

ein Korb voll reifer Kirschen und

Zwetschgen, etwas Preisel- und Gojibeeren,

im Hintergrund würzig-harzige

Komponenten. Saftig und stoffig

im Ansatz, öffnet sich mit feinmaschigem

Tannin, sehr saftig, viel Kirsche,

zeigt sich elegant. Vinothek St.

Stephan, Wien; Fischer & Trezza,

Stuttgart; Wyhus Belp, Belp.

17 • 03 • 2018
LA GAZZETTA DELLO SPORT
02 • 03 • 2018
Montalcino news

Uno è stato un grandissimo del ciclismo, con una carriera coronata da due maglie iridate e un’Olimpiade, oltre a svariate grandi Classiche. L’altro è un leader del mondo del vino e nella produzione di Brunello. In comune hanno una formidabile passione per la bicicletta e per i dettagli perché poi per andare forte sui pedali e dare alla luce un gran vino “100% Sangiovese” contano quelli. Paolo Bettini oggi ha fatto visita a Paolo Bianchini nella sua azienda, Ciacci Piccolomini d’Aragona. Un saluto di cortesia e di amicizia proprio nel weekend che porterà nelle terre di Siena, Montalcino compresa, le Strade Bianche, manifestazione dal grande fascino a cui parteciperanno i fuoriclasse della bici. Bettini ha donato a Bianchini le maglie iridate e celebrative di campione del mondo di ciclismo su strada conquistate nel 2006 e 2007. Due cimeli di gran valore che andranno ad arricchire il “Museo del Ciclismo” presente in azienda, una straordinaria collezione di maglie, biciclette, fotografie e aneddoti che fanno la gioia di qualsiasi appassionato di uno degli sport più popolari e nobili.

20 • 02 • 2018

Riserva 2012 del Brunello di Montalcino a "5 stelle"

 

La vendemmia 2012 del Brunello di Montalcino è stata valutata con cinque stelle ovvero come un’annata eccezionale.

 

Dopo un inverno piuttosto rigido e con fenomeni anche di abbondanti nevicate - eventi positivi che hanno favorito accumulo di acqua nelle falde - la primavera è stata relativamente calda e i’inizio del periodo vegetativo è avvenuto durante la seconda decade di aprile, in linea con la media riscontrabile nel territorio. L’estate è stata molta calda e con scarse precipitazioni e ha portato in taluni casi i vigneti ai limiti dell’equilibrio per il corretto sviluppo della fase vegetativa. Le piogge di fine estate e inizio settembre hanno ristabilito l’equilibrio e creato le migliori condizioni per la fase più importante di maturazione del sangiovese. Le uve hanno raggiunto caratteristiche ottimali, sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista dei parametri analitici. Il mese di settembre molto buono dal punto di vista meteorologico, con un ottimo equilibrio tra piogge, che hanno dato freschezza particolarmente durante la notte, e giornate comunque soleggiate e buone per la maturazione delle uve. I vini degustati si sono dimostrati all’altezza della fama che li ha preceduti, quasi unanime il giudizio positivo da parte di molti colleghi ed appassionati wine lover. In millesimi eccezionali come il 2012 la differenza la fa la mano del viticultore, il manico come si suol dire, e a Montalcino di vignaioli bravi per fortuna ce ne sono tantissimi. Un’annat quindi in linea con le aspettative che ha regalato vini ben equilibrati tra alcol e struttura grazie ad una bella acidità e tannini maturi al punto giusto. Una annata che ha sicuramente ottime prospettive di longevità e verrà fuori ancora meglio alla distanza.

 

Ciacci Piccolomi d’Aragona – Brunello di Montalcino Riserva Pianrosso 2012 L’azienda di Paolo Bianchini è una delle cantine storiche e se ci permettete più bella di Montalcino dove nulla è lasciato al caso dalla cura maniacale dei vigneti, alla moderna cantina e persino ad ogni più piccolo particolare della bella sala degustazione. La Riserva Pianrosso viene prodotta solo negli annate migliori, il millesimo 2012 si distingue per la nitidezza del frutto sia al naso che nel bicchiere, per i tannini dolci ed eleganti e per un equilibrio complessivo così perfetto da farne un gran vino sin da adesso. 

15 • 02 • 2018
Wine Enthusiast

Energy and elegance are hallmarks of the 2013 Brunello vintage. These wines boast remarkable aging potential, and will greatly reward your patience.

By Kerin O’Keefe

If you want to experience the energy, elegance and ageworthy structure that first drew wine lovers and collectors to Brunello di Montalcino decades ago, then 2013 is your vintage.

A classic vintage, the best 2013s boast remarkable aging potential not seen in years. In a tasting of 181 of the just-released Brunellos, 112 wines were rated 90 points or higher, while 21 received 95 points or more. One even earned a perfect score of 100.

The top wines are stunning, with a radiance missed in many of the muscular, more approachable and higher alcohol Brunellos from recent vintages. The 2013s will require patience to reach their maximum potential.

Unlike the extremely warm, dry years that have become the norm in Montalcino since the mid-1990s (exceptions include 1998, 2002 and 2005), the 2013 vintage was a blast from the past. It was a cool year, with abundant rainfall in spring and the first part of the summer. Careful vineyard management was needed to keep the grapes free of disease.

The 2013 growing season proved incredibly long and slow. Cooler temperatures prevailed in September and the first half of October, and the grapes benefitted from ample sunshine and breezy conditions. It produced fragrant, medium-bodied wines loaded with finesse.

The best are impeccably balanced, with vibrant acidity and firm but noble tannins. Overall, alcohol levels also ring of the past, as many wines declare 13.5% and 14% abv. That’s a stark contrast to 14.5% and 15% levels that have become increasingly common since the start of the 2000s.

Lorenzo Magnelli, winemaker at his family’s Le Chiuse estate says that, “2013 is a classic vintage in every sense, and produced wines with intensity, elegance, energy and firm but well-integrated tannins.”

“Unlike other cooler vintages in recent memory, like 2005 and 2008 that had more rain, especially toward the end of the growing season,” he says. “In 2013, sunny weather in September and the first part of October significantly pushed back the harvest. We started picking our Sangiovese for Brunello on Oct. 18, about 20 days later than usual. Picking this late hasn’t happened since the 1980s.”

Located just north of Montalcino, the small estate of Le Chiuse has an impressive pedigree. Simonetta Valiani, Lorenzo’s mother, inherited the property from her mother, daughter to the legendary Tancredi Biondi Santi.

Le Chiuse used to supply grapes for Biondi Santi’s lauded Riservas before Lorenzo, along with his father and his mother, began to bottle their own wines in the early 1990s. The firm’s radiant 2013 is breathtakingly gorgeous.

Francesco Buffi, who runs the boutique Baricci winery along with his brother Federico and his parents, is also enthusiastic about the 2013 vintage.

“It’s a textbook Brunello, the kind of vintage we greet with open arms here at Baricci,” he says.

Founded in 1955 by Francesco’s grandfather, Nello Baricci, the tiny estate is located on the Montosoli hill, one of the most famous vineyard sites in Montalcino.

“When compared to warmer vintages, 2013 shows another side of Sangiovese that’s all about finesse, freshness and vibrancy, characteristics [seen less] due to climate change,” says Buffi.

While the vintage is superb, there were some underperformers. Some growers may have harvested before the grapes were fully ripened, which produced lean wines that showed raw fruit. Others apparently left the grapes on vine too long, which resulted in wines with sensations of stewed fruit and evident alcohol.

“[The 2013 vintage] was challenging and tested our nerves, especially when unsettled weather threatened toward the end of September,” Buffi says. “But those who didn’t panic and waited until the first week of October were rewarded.”

Alongside the 2013 Brunellos was the release of the 2012 Riservas, a number of which were outstanding, including two awarded 100 points.

2012 Brunello di Montalcino Riserva Top-Rated Wines: 5 Top-Rated Wines

Ciacci Piccolomini d’Aragona Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro Riserva (Indigenous Selections); $140, 100 points. Cellar Selection
Conti Costanti Riserva (Empson USA Ltd); $190, 100 points. Cellar Selection
Padelletti Riserva (Haw River Wine Man); $85, 96 points. Cellar Selection  
Le Gode Riserva (Superior Wines); $110, 96 points.
Gianni Brunelli Riserva (de Grazia Imports LLC); $120, 96 points.
 
15 • 02 • 2018
Montalcino news

“I migliori 2013 hanno un notevole potenziale di invecchiamento, come non ho visto da anni. Sono sorprendenti, con una radiosità che è mancata in molti dei Brunelli più muscolosi, più accessibili e più alcolici a cui ci siamo abituati nelle ultime annate. Il 2013 richiederà pazienza per raggiungere il suo massimo potenziale”. Kerin O’Keefe, Italian editor di “Wine Enthusiast”, ha pubblicato sul prestigioso magazine americano la sua valutazione sulle annate di Brunello in uscita quest’anno, alla vigilia di Benvenuto Brunello (16-19 febbraio). Su 181 assaggi, 112 vini hanno ricevuto almeno 90 punti, 21 hanno ottenuto almeno 95 punti e uno, il Brunello di Montalcino de Le Chiuse, ha raggiunto il punteggio perfetto di 100/100. Massimo giudizio anche per i Brunello di Montalcino Riserva 2012 di Ciacci Piccolomini d’Aragona e Conti Costanti.

 

“A differenza di anni estremamente caldi e secchi - spiega la giornalista statunitense - che sono diventati la norma a Montalcino dalla metà degli anni ’90 (ad eccezione di alcune annate, come 1998, 2002 e 2005), il 2013 è stato un tuffo nel passato: un anno fresco, con abbondanti piogge in primavera e la prima parte dell’estate. La gestione dei vigneti per mantenere l’uva priva di malattie si è dimostrata fondamentale. L’annata è stata praticamente decisa a settembre e nella prima metà di ottobre: mentre le temperature più fredde hanno prevalso, le uve hanno beneficiato di ampi raggi di sole e di condizioni ariose. I viticultori (…) hanno potuto godere del clima mite e soleggiato, e hanno prodotto vini fragranti di medio corpo, carichi di finezza. I migliori sono impeccabilmente equilibrati, con acidità vibrante e tannini fermi ma nobili. Nel complesso, anche i livelli di alcol nel 2013 hanno mostrato un ritorno al passato, con molti vini che dichiarano 13,5% e 14% sulle etichette, in netto contrasto con il 14,5% e il 15% che sono diventati sempre più comuni dall’inizio degli anni 2000”.

 

Nel complesso, commenta O’Keefe, l’annata è superba, “ma ci sono stati alcuni Brunello al di sotto delle aspettative. Mentre alcuni viticultori evidentemente raccoglievano prima che le uve fossero completamente mature e producevano vini magri che mostravano aromi ancora acerbi, altri apparentemente lasciavano le uve sulla vite troppo a lungo e producevano vini con sensazioni di frutta cotta e con alcol evidente. Sebbene ce ne fossero meno che negli anni precedenti, ero più che sorpresa di vedere un numero di vini con 15% di alcol; oltretutto nel 2013 l’alcol era più spesso evidente rispetto agli altri anni”.

 

“Date le estreme differenze tra le varie sottozone e le notevoli diversità di altitudine delle vigne - conclude la corrispondente di “Wine Enthusiast” - è quasi impossibile giudicare le annate per l’intera denominazione. L’esperienza e gli stili di vinificazione dei produttori, insieme alla localizzazione dei loro vigneti, giocano un ruolo sempre più importante in ogni nuova annata, in modo particolare a Montalcino rispetto ad altre zone di produzione più uniformi.

 

Focus: la top 10 dei Brunello di Montalcino 2013 secondo Kerin O’Keefe

 

1- Le Chiuse (Frederick Wildman & Sons); $79, 100 punti, Cellar Selection

 

2 - Altesino Montosoli; $125, 99 punti, Cellar Selection

 

3 - Baricci; $57, 97 punti, Cellar Selection

 

3 - Conti Costanti; $95, 97 punti, Cellar Selection

 

3 - Salvioni; $208, 97 punti, Cellar Selection

 

6 - Pieve Santa Restituta Sugarille; $220, 96 punti, Cellar Selection

 

6 - San Polo; $80, 96 punti, Cellar Selection

 

6 - Salicutti Piaggione; $82, 96 punti

 

6 - Castelgiocondo; $79, 96 punti

 

6 - L’Aietta; $145, 96 punti, Cellar Selection

 

Focus: la top 5 dei Brunello di Montalcino Riserva 2012 secondo Kerin O’Keefe

 

1 - Ciacci Piccolomini d’Aragona Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro Riserva; $140, 100 punti, Cellar Selection

 

1 - Conti Costanti Riserva; $190, 100 punti, Cellar Selection

 

3 - Padelletti Riserva; $85, 96 punti, Cellar Selection

 

3 - Le Gode Riserva; $110.00, 96 punti

 

3 - Gianni Brunelli Riserva; $120, 96 punti

09 • 02 • 2018
Montalcino news

L’Italia del vino non ha vissuto un 2017 particolarmente brillante in Usa, con una crescita delle esportazioni praticamente nulla nel suo primo mercato straniero. Eppure, la passione degli americani per i grandi vini del Belpaese non si spegne, come testimonia anche la folta presenza di cantine tricolore selezionate dalla rivista Usa “Wine Spectator” per il suo “Grand Tour”, uno degli eventi più amati dai winelover americani, che toccherà tre delle più importanti città (e mercati) degli States, Washington Dc (il 20 aprile) New York (il 24 aprile) e Las Vegas (il 5 maggio), che mette sotto lo stesso tetto oltre 200 grandi vini da tutto il mondo, dalla Francia agli Usa, dal Cile all’Argentina, dall’Australia alla Spagna, da Israele all’Ungheria, dal Sudafrica alla Grecia, dall’Austria alla Nuova Zelanda, tra quelli giudicati con più di 90 punti dai critici della rivista. Di questi, più di 1 su 4 è made in Italy, con l’Italia che è Paese più presente in assoluto con 55 cantine, di cui ben 16 produttrici di Brunello di Montalcino: Allegrini, Altesino, Antinori, Argiano, Caparzo, Carpineto, Casanova di Neri, Castello Banfi, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Fattoria dei Barbi, Fuligni, Marchesi de’ Frescobaldi, Ruffino, San Felice, Siro Pacenti e Valdicava. Un “parterre de roi” del vino di Montalcino, capace di raccontare al mondo la grande eccellenza del proprio territorio.

02 • 02 • 2018
Montalcino news

Lungo quei filari che si arrampicano verso Montalcino, domenica 11 febbraio si muoveranno i concorrenti della Brunello Crossing sulle distanze di 44, 23 e 13 km.

Il Trail ormai è divenuta una certezza di questi luoghi. Chi si approccia a questa disciplina si troverà catapultato in una dimensione diversa rispetto all’asfalto e allo stesso tempo riscoprirà come sia piacevole il contatto con la natura.

 

I concorrenti, oltre agli abbondanti ristori con prodotti locali a km zero, avranno la possibilità di gustare delle leccornie sia il sabato sera a cena che la domenica a pranzo grazie ai voucher contenuti nei pacchi gara della 23 km e della 44 km mentre gli altri atleti e gli ospiti potranno acquistarli.

 

IL PROGRAMMA COMPLETO

 

Sabato 10 febbraio

 

Ore 11 inizio visite guidate cantine Brunello di Montalcino, degustazione e pranzo leggero

 

Ore 14 apertura consegna pettorali competitive e non competitiva - Expo Palazzo Pieri (Montalcino)

 

Ore 18 briefing gare competitive - Teatro Astrusi (Montalcino)

 

Ore 18:45 consegna pettorali VIP e presentazione squadra Born-Hoka One One - Teatro Astrusi

 

Ore 19:30 pasta party - zona Expo (Montalcino)

 

Ore 22 chiusura consegna pettorali

 

Domenica 11 febbraio

 

Ore 6:30 apertura consegna pettorali SOLO competitive - Expo Palazzo Pieri

 

Ore 8 partenza Brunello Crossing 44 Trofeo Banfi (consegna pettorali fino a mezz’ora prima)

 

Ore 8:05 prima navetta mattino Montalcino-Torrenieri

 

Ore 8:30 apertura consegna pettorali SOLO non competitiva - vecchia stazione (Torrenieri)

 

Ore 10 partenza Brunello Crossing 23 Trofeo Ciacci Piccolomini d’Aragona (consegna pettorali fino a mezz’ora prima)

 

Ore 10:05 ultima navetta mattino Montalcino-Torrenieri

 

Ore 10:30 partenza Run & Walk & Nordic Walking da Torrenieri (consegna pettorali fino a mezz’ora prima)

 

Ore 11 partenza Brunello Crossing 13 Trofeo Barbi (consegna pettorali fino a mezz’ora prima)

 

Ore 12:30 apertura pasta party

 

Ore 13 prima navetta pomeriggio Montalcino-Torrenieri

 

Ore 14 premiazioni primi 5 assoluti di ogni competitiva (premi di categoria consegnati con formula diretta)

 

Ore 16 chiusura cancello orario di arrivo

 

Ore 16:05 ultima navetta pomeriggio Montalcino - Torrenieri

 

Ore 17 chiusura Expo e fine della manifestazione

 

Disponibili: deposito sacche, spogliatoi e docce.

 

Il menù del PASTA PARTY

CENA sabato 10 febbraio e PRANZO domenica 11 febbraio

(Gli atleti della 44 km e della 23 km avranno un buono per un pasto gli altri potranno acquistarlo in loco).

 

Bruschetta all’olio - pane del forno Lambardi Montalcino e olio extra vergine d’oliva Montisi

Formaggio pecorino - azienda agricola Cosseddu di S.Giovanni d’Asso

Salumi - Norcineria dei Barbi Montalcino

Pasta con salsiccia e zafferano - Norcineria dei Barbi Montalcino e azienda “Pura Crocus” Val d’orcia

Pasta con verdura di stagione - azienda agricola Piombaia biodinamica “L’orto di Montalcino”

Pasta in bianco, pasta a mano - pastificio “Uova e farina” di Marini Antonella, Montalcino, con farina Fattoria Pieve a Salti bio

Zuppa di farro e tartufo Farro perlato Fattoria Pieve a Salti bio e tartufo dall’Associazione Tartufai Senesi di San Giovanni d’Asso

Cinghiale in umido - squadre di caccia montalcinesi

Roast-beef al sale con condimento balsamico etrusco Banfi, carne Macelleria A&G Arezzini e Governi Montalcino allevata e macellata a km 0

 

Contorni:

verdura di stagione - azienda agricola Piombaia biodinamica “L’orto di Montalcino”Cecio tondo toscano Fattoria Pieve a Salti bio

 

Miele A.S.G.A. Montalcino

 

Crostata con farina di farro Azienda Pieve a Salti bioCavallucci (dolce tipico montalcinese) del forno Lambardi Montalcino

 

 

Brunello Crossing ringrazia:

Consorzio del Brunello di Montalcino, Comune di Montalcino, Villa Banfi, Tenuta Ciacci Picccolomini d’Aragona, Fattoria dei Barbi, La protezione civile, Misericordia di Torrenieri, Misericordia di Montalcino, Asd Montalcino Trail, Asd Siena Runners, Associazione Scarpe Diem, Hoka One One, Born Italia, Polar.

30 • 01 • 2018
Montalcino news

Meno di una settimana alla chiusura delle iscrizioni alla “Brunello Crossing” (scadono il 4 febbraio, clicca qui per prenotare) ed è già record di iscritti per questa seconda edizione che presenta molte novità, a partire dai percorsi: modificati i tracciati della 44 km e della 22 km, che dal 2018 diviene di 23 km, aggiungendo un tratto altamente panoramico e suggestivo immerso nella natura del Parco della Val d’Orcia, patrimonio Unesco. Le modifiche dei percorsi hanno permesso di cadenzare i ristori, dove i protagonisti saranno i cibi, tutti a kilometro zero. Il tutto fa parte di un progetto più ampio che l’amministrazione comunale di Montalcino sta portando avanti: far divenire il tracciato della Brunello Crossing un percorso permanente. Altra novità per il 2018 l’inserimento di un altro tracciato competitivo, quello di 13 km.

 

Un lavoro di squadra, quello legato alla corsa di Montalcino, che vede la Brunello Crossing supportata da aziende locali che hanno fatto la storia del territorio e che quest’anno hanno voluto legare il proprio nome alle gare:

 

Brunello Crossing 44 km – trofeo Banfi (già presente nell’edizione 2017)

Brunello Crossing 23 km – trofeo Ciacci Piccolomini d’Aragona

Brunello Crossing 13 km – trofeo Barbi

 

Ma le novità non finiscono qui. Sono previsti, per il 2018, anche premi di categoria secondo la suddivisione Uisp. Istituiti anche premi per ogni distanza a sorpresa: ogni azienda sponsor della corsa ha deciso di premiare i trailer, con riconoscimenti, svincolati dalla classifica generale, collegati alla storia dell’azienda stessa. Ci saranno anche altre aziende, fra tutte Canalicchio di Sotto e Pieve a Salti (entrambe già presenti nel 2017), che offriranno premi speciali per i primi classificati della 44 km e 23 km: un soggiorno di 2 notti al primo uomo e donna di entrambe le distanze.

 

Confermata la walk & nordic walking non competitiva di 13 km aperta a tutti che partirà da Torrenieri (prevista navetta per la partenza) che salirà a Montalcino dalla Via Francigena, con 4 ristori (Col di Lamo, Siro Pacenti, Canalicchio di Sotto e Canalicchio Franco Pacenti): ognuno offrirà un piatto della nostra tradizione alimentare (km 0) e vino Rosso di Montalcino, partendo dagli antipasti fino ad arrivare al dolce. All’altezza ultimo ristoro (10 km) navetta per chi volesse evitare di fare gli ultimi 3 km di salita a Montalcino. Dopo il successo del 2017, verranno organizzate, sabato 10 febbraio, delle suggestive visite in cantina, per degustare in anteprima il Brunello che sarà presentato al pubblico la settimana successiva. Sono molti i trailer che parteciperanno e alcuni vip hanno già confermato la presenza. Come lo scorso anno sono previsti il pasta party nella migliore tradizione culinaria toscana. Per gli atleti ci sarà la possibilità di dormire in autonomia, con deposito sacche e docce.

25 • 01 • 2018
James Suckling

I was ready for the 2013 vintage to deliver something altogether better and more typical than the rich and ripe 2011 and 2012 Brunello di Montalcinos. But it didn’t happen. I tasted about 130 Brunellos in a blind tasting a few months back in Tuscany, and although the top 2013s (all those scoring 95 points or more) were more linear and refined than the 2012s, many of the 2013s showed similar opulent fruit and round tannins, suggesting that they were made from slightly overripe fruit.

“It’s hard to say what happened,” said Giacomo Neri of the famous estate of Casanova di Neri. “Perhaps some people decided to harvest too late, but we find our Brunellos show cool fruit and bright acidity with structured tannins.”

Indeed, his top Brunello, the Tenuta Nuova, and about 30 others (all 95 points or more) showed the great Brunello character I look for: They’re the kind of wines focused on sleek, integrated tannins and acidity and fresh, terroir-driven flavors and fruit. Even more than that, they have a certain quality that I like to describe as palate energy. The top 2013s are reminiscent of outstanding 2006s, which can also possess similarly clear, vivid fruit coupled with depth.

“The 2013s are much better than the 2012s,” said Vincenzo Abbruzzese of Valdicava. “They have so much more character, structure and depth.”

The vintage certainly had the potential to make more typical and structured Brunellos as it was less hot and dry than 2011 and 2012. The top soils such as Montosoli or high vineyards in the south appear to have made the best wines. And top names fine-tuned viticulture practices and harvesting dates to get the most out of the grapes and produce great wines.

In recent memory, 2010 is still the best vintage followed by 2013, 2012 and 2011. Of course, 2014 is going to be a tough year for Montalcino due to a wet and late growing season, as so many know, so I suggest buying what Brunello is already out on the market. The 2013s begin to arrive on retail shelves in January 2018.

I look forward to tasting more 2013 Brunellos when I am in Italy in January.

 

CIACCI PICCOLOMINI D'ARAGONA - BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2013: 93/100

Aromas of light coffee, plum and cherry follow through to a full body with a wealth of dried fruit and hints of figs. Drink or hold.

CIACCI PICCOLOMINI D'ARAGONA - BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2013 PIANROSSO: 94/100

A wealth of coffee and spice aromas with ripe fruit. Full body and round tannins. Delicious and rich. Flavorful finish. Opulent style. Drink or hold.

 

 

22 • 01 • 2018

Ciacci Piccolomini d’Aragona: il Brunello 2011 tra potenza ed eleganza

E’ tempo di rivolgere lo sguardo alla Toscana: terra di vini straordinari che da decenni ormai tengono alta la bandiera italiana nel mondo. Le zone vocate in tutta la regione sono tante e a noi, in questa sede, interessa accendere i riflettori su Montalcino, in provincia di Siena, e sul suo impareggiabile Brunello.

 

E’ un nettare prodotto con uve Sangiovese in purezza che affina 5 anni dalla vendemmia (6 nella versione riserva) prima di essere messo sul mercato. E’ capace di lunghissimi invecchiamenti e questo lo rende particolarmente ambito tra i collezionisti e gli appassionati che hanno modo di sentirne le evoluzioni nel corso degli anni attraverso verticali da capogiro.

 

Scegliere un’azienda non è semplice. La qualità media è davvero altissima e ovunque è possibile individuare nettari straordinari. Alla fine, però, una scelta abbiamo dovuto farla ed eccoci qui con un Brunello di Montalcino 2011 della storica realtà Ciacci Piccolomini d’Aragona.

 

Il colore è rosso rubino intenso tendente al granato. Al naso emergono chiare note di frutti rossi maturi, prugna, tabacco, liquirizia e una bella sfumatura balsamica. In bocca, invece, è caldo, caratterizzato da un tannino abbastanza marcato ma mai aggressivo. La componente fruttata si espande durante il sorso fino a regalare un intrigante e lungo finale.

 

E’ un vino decisamente giovane, che nel tempo potrà regalare belle soddisfazioni, ma già oggi si dimostra in grado di fare il proprio dovere.

 

Dopo averlo degustato, lo abbiamo utilizzato per accompagnare un pranzo tipico della tradizione irpina: fusilli al ragù di carne e carni rosse al sugo (cotechini, polpette, tarachelle e braciole): un vero successo.

 

Parliamo, d’altro canto, di un vino importante che si abbina meravigliosamente anche alla selvaggina, ai formaggi e alle zuppe a base di funghi.

 

Certo, il prezzo di questo Brunello (così come degli altri), non è da supermercato, ma per un vino del genere spendere qualche euro in più non è assolutamente peccato!

16 • 01 • 2018
Montalcino news

Ormai manca meno di un mese alla seconda edizione della “Brunello Crossing”, la trail che ha già iniziato a far parlare di sé nonostante la sua giovane età. La seconda edizione, 10-11 febbraio, punta ad essere quella del definitivo salto di qualità. Tre le gare competitive: la 44 km (Trofeo Banfi), la 23 km (Trofeo Ciacci Piccolomini d’Aragona) e la 13 km (Trofeo Barbi). L’incremento di appeal è confermato dalle iscrizioni di alcuni “big” della scena italiana: Ivan Zufferli, vincitore delle ultime due edizioni della “Boa Vista Salt Marathon”; Daniele Cesconetto, vero e proprio “infaticabile” della corsa, Carlo Salvetti, vincitore della Tuscany Crossing dello scorso aprile e soprattutto Stefano Fantuz, campione italiano in carica di Trail Lungo e con un curriculum costellato di vittorie importanti. Altri nomi di peso sono attesi nei prossimi giorni.

 

Nonostante sia un pilota di aerei, Alessio Strada mantiene i piedi per terra ma è contento di come lui e il resto dello staff stanno portando avanti l’organizzazione. “Siamo già ad oltre 500 iscritti - spiega alla Montalcinonews mentre si trova in Spagna - con un incremento di almeno il 50% rispetto all’anno scorso. Ma i numeri sono destinati a crescere, molto dipenderà anche dal tempo. La cosa interessante è l’organizzazione di un percorso permanente che attraverserà Tavernelle, Castello Banfi, Sant’Angelo in Colle, Castelnuovo dell’Abate, La Croce. Credo sia una cosa positiva per il territorio perché chi vorrà potrà affrontare il tragitto durante tutto l’anno con dei punti per riempire la borraccia o magari sostare nei bar e ristoranti che si trovano lungo la strada. In questo tracciato si trovano circa venti aziende, quest’anno abbiamo puntato molto anche sulle visite guidate. L’edizione precedente - continua Strada - abbiamo avuto circa 800 iscritti con 1.200 persone che sono venute a Montalcino nel weekend. Quest’anno miriamo a far meglio superando le mille iscrizioni a cui andranno poi sommati gli accompagnatori. Possiamo arrivare complessivamente a 1.700 persone. So che gli alberghi sono già tutti pieni, mi fa piacere, alcuni che l’anno scorso sono rimasti chiusi rimarranno invece aperti. Un’altra novità riguarda la non competitiva Montalcino-Torrenieri dove saranno aumentati a quattro i punti di ristoro che proporranno i prodotti del nostro territorio”.

15 • 01 • 2018
Montalcino news

“Era un po’ che ci stavamo guardando intorno, è capitata questa occasione e non ce la siamo fatta sfuggire”. A parlare è Paolo Bianchini, proprietario assieme a sua sorella Lucia di una delle tenute più storiche di Montalcino, Ciacci Piccolomini d’Aragona, che ha inaugurato il 2018 con l’acquisto di 2,5 ettari a Brunello di Montalcino, riconducibili alle proprietà della Tenuta La Togata. Ma il nuovo anno potrebbe regalare altre novità, legate alla grande passione di Paolo, il ciclismo, di cui il produttore è attivo praticante. Proprio l’amore per il ciclismo, con le sue attività collaterali di beneficenza, ha portato in casa Bianchini nientemeno che Alex Zanardi, pluricampione di handbike e icona dello sport paralimpico. Zanardi è stato ospite di Ciacci Piccolomini d’Aragona lo scorso 5 gennaio. Un pomeriggio intero per degustare il vino della tenuta e parlare di progetti futuri. “Siamo ancora ad una fase embrionale - spiega Bianchini alla Montalcinonews - ma sta nascendo un progetto per devolvere i proventi delle maglie della Brunello Bike, che abbiamo venduto e stiamo tuttora vendendo nei nostri negozi, ad una delle sue associazioni benefiche”.

Zanardi è impegnato da tanti anni nel sociale, con iniziative come “Bimbingamba”, associazione nata per realizzare protesi per bambini che hanno subito amputazioni e che non possono usufruire dell’assistenza sanitaria, o “Obiettivo3”, con l’intento di avviare allo sport quante più persone disabili possibile per individuarne poi almeno tre capaci di crescere in tre anni fino a centrare la qualificazione ai prossimi Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. 

“Ne riparleremo nei prossimi giorni, non so se tornerà o se ci incontreremo da qualche altra parte. Lui è già in preparazione per le Olimpiadi. È una persona incredibile, una forza della natura”, aggiunge Banchini, che, cosa scontata, ha aperto a Zanardi il celebre Museo della Bicicletta, dove sono custodite magliette storiche e bici d’epoca appartenute ai più grandi campioni di questo sport, come Moser, Casagrande, Scarponi, Cipollini, Fondriest, Bitossi, Colnago. “Gli è piaciuto, è rimasto molto colpito. Credo proprio che al prossimo incontro mi omaggerà di qualche cimelio, almeno lo spero”.

Zanardi si è intrattenuto a pranzo e per tutto il pomeriggio e non ha potuto esimersi dall’assaggiare il nuovo Brunello di Montalcino DOCG 2013 della tenuta. Un brindisi speciale per un personaggio speciale.

12 • 01 • 2018
Montalcino news

Ancora compravendite nel mondo del vino in questo avvio di 2018, ed ancora una volta a Montalcino. La protagonista è una delle tenute più storiche del territorio del Brunello, Ciacci Piccolomini d’Aragona, che affonda le sue origini nel diciassettesimo secolo, e dal 1985 di proprietà della famiglia Bianchini (oggi a guidarla i fratelli Paolo e Lucia), che, da rumors WineNews, ha acquistato 2,5 ettari a Brunello di Montalcino, riconducibili alle proprietà della Tenuta La Togata. Sconosciute le cifre dell’affare (un ettaro iscritto a Brunello di Montalcino è valutato, da stime raccolte da WineNews, tra i 450.000 ed i 550.000 euro ad ettaro, https://goo.gl/k8B1sf).

 

Un’azienda stabilmente ai massimi livelli qualitativi del territorio secondo la critica italiana ed internazionale, che oggi, con quest’ultima acquisizione, mette insieme 55,5 ettari vitati complessivi (su 220 ettari totali), di cui 20 ettari a Brunello di Montalcino Docg, 8 ettari a Rosso di Montalcino Doc ed il resto a Sant’Antimo Doc e Igt, per una realtà capace di una produzione di 300.000 bottiglie all’anno (di cui 90.000 di Brunello), che per l’80% finiscono all’export.

 

Azienda che, al grande vino, unisce anche un’altra grande passione di Paolo Bianchini (e di milioni di italiani ed amanti del genere nel mondo), quella per il ciclismo, di cui il produttore è attivo praticante, sia con il celebre Museo della Bicicletta ospitato nella tenuta (guarda qui il video della Montalcinonews), dove sono custoditi cimeli come magliette storiche e bici d’epoca appartenute ai più grandi campioni di questo sport, nomi come Moser, Casagrande, Scarponi, Cipollini, Fondriest, Bitossi, Colnago, che, con la squadra di Bianchini, l’Asd Brunello Bike, che dedica il ricavato della vendita delle maglie e delle diverse attività a progetti di beneficenza.

12 • 01 • 2018
Montalcino news

2018, per Montalcino, significa 2013. È l’annata del Brunello ormai pronto ad essere messo in commercio, a cinque anni dalla vendemmia, come recita il Disciplinare che lo regola. E mentre è scattato il conto alla rovescia per gli eventi di presentazione organizzati dal Consorzio (da Brunello Usa a Benvenuto Brunello, dalle grandi fiere come Vinitaly e ProWein fino agli appuntamenti in Estremo Oriente), le casse di Brunello 2013 cominciano ad arrivare a critici, esperti e sommelier di tutto il mondo, pronti a giudicare il nuovo vino con le loro valutazioni. Ma cosa succede se a recensire il Brunello sono gli stessi produttori? È quello che ha fatto la rivista Gambero Rosso, che ha chiesto ai viticoltori di giudicare i vini di 27 cantine del territorio. “Un’operazione proposta ai produttori e accolta positivamente perché, per quanto strano possa sembrare in una società volta alla competizione, a Montalcino lo spirito di gruppo prevale sul singolo”, spiega l’articolista, Dario Pettinelli.

Troviamo così Tommaso Cortonesi e Riccardo Campinoti recensire il Brunello di Montalcino 2013 di Argiano, o Fabrizio Bindocci esprimersi sul Brunello di Montalcino 2013 di Banfi. Presenti anche Baricci, Bosco di Grazia, Casanova di Neri, Casato Prime Donne, Castello Tricerchi, Cava d’Onice, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Col di Lamo, Col d’Orcia, Collosorbo, Corte dei Venti, Cortonesi, Fattoria del Pino, Fuligni, Il Poggione, Le Chiuse, Le Ragnaie, Mastrojanni, Podere Le Ripi, Salvioni, Sanlorenzo, Sasso di Sole, Solaria, Talenti e Val di Suga.

Brunello di Montalcino '13 Ciacci Piccolomini d’Aragona
Recensito da Emanuele Nardi (Tenute Silvio Nardi).
Note di sottobosco, macchia mediterranea, spezie e tostatura. Al sorso è pieno e avvolgente con una struttura importante. Beva piacevolissima.

12 • 01 • 2018
Montalcino news

È la Val d’Orcia patrimonio Unesco, culla di grandi vini come il Brunello di Montalcino, e di realtà emergenti come la Doc Orcia, mix straordinario di storia, paesaggi incontaminati, arte ed enogastronomia, la meta italiana selezionata tra i “Top 10 Wine Getaways of 2018” dalla rivista Usa “Wine Enthusiast”. Una Val d’Orcia che, spiega la italian editor Kerin O’Keefe, “sembra uscire da un dipinto del Rinascimento. Punteggiata di fattorie, cipressi, oliveti e vigneti, le colline gentili ed i campi rappresentano la quintessenza del paesaggio Italiano. Il territorio è la casa del Brunello di Montalcino, uno dei vini italiani più celebrati, così come dell’Orcia Doc, uno dei segreti meglio custoditi del Belpaese. E insieme ai grandi vini e agli scenari fantastici, le pittoresche cittadine di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia, gemme artistiche e culturali, fanno di questa destinazione un paradiso per i wine lovers”.

“Primavera, estate ed inizio autunno sono il periodo migliore dell’anno per godere di attività all’area aperta e di wine tour”, spiega la rivista, in un territorio davvero ricco di storia e che, oltre alla denominazioni citate, vale la pena ricordare, sfiora Montepulciano ed il suo Vino Nobile, e come sottolinea la O’Keefe, è a pochi chilometri da Siena, una delle capitali del Chianti Classico. Tanti i luoghi dedicati al wine & food che potrebbero essere segnalati. Quelli scelti da Wine Enthusiast, sul fronte della ristorazione, sono l’Osteria Perillà a Rocca d’Orcia (ristorante fresco di prima stella Michelin, ndr), per una cucina di alto livello fatta di ingredienti local, La Bottega di Cacio nel borgo di Bagno Vignoni e, ancora, a Montalcino, la Vineria le Potazzine e La Taverna Banfi, ristorante di Castello Banfi.

Strettamente legati al vino anche i consigli per l’alloggio, perchè se primeggia nelle segnalazioni l’Adler Thermae Wellness & Spa Resort, la struttura di più alto livello del territorio, per soggiorni tra le vigne il magazine segnala, a Montalcino il Castello di Velona Resort e Borgo Canalicchio di Sopra Wine Relais, e a Castiglione d’Orcia gli appartamenti della tenuta Poggio al Vento. Tra una degustazione e l’altra, imperdibili le visite a Pienza, una delle poche “città ideali” del Rinascimento davvero realizzate, grazie al progetto urbanistico di Bernardo Rossellino per Papa Pio II, nel Quattrocento, perla urbana a metà strada tra Montalcino e Montepulciano, le tante possibilità di passeggiate a piedi o in biciclette sulle tante strade bianche del territorio, anche attraverso la Via Francigena, o una visita alle Termali di Bagni San Filippo. Senza dimenticare l’abbazia di Sant’Antimo, di epoca Carolingia, a Montalcino.

Ed ancora, tornando al vino, centinaia le possibilità per chi vuole degustare i vini del territorio. Dalla Tenuta Greppo di Biondi Santi, “dove si può imparare qualcosa di più sulla famiglia che ha inventato il Brunello di Montalcino”, scrive “Wine Enthusiast”, a Castello Banfi, dalla cantina Ciacci Piccolomini d’Aragona al Casato Prime Donne di Donatella Cinelli Colombini, o le “boutique wineries” come Baricci, Colombaio, Montosoli, “situate tutte sulle pendici della celebrata collina di Montosoli”, o Le Chiuse. Sempre a Montalcino, da non perdere secondo il magazine una visita all’Enoteca Osticcio e all’Enoteca La Fortezza, che alberga nella trecentesca fortezza del Paese. Per assaggiare il meglio dell’Orcia Doc, invece, i suggerimenti sono Podere Forte, la cantina biodinamica creata da Pasquale Forte a Castiglione d’Orcia, o la Tenuta Sanoner a Bagno Vignoni, e da non perdere una visita all’azienda Capitoni a Pienza.

Solo alcuni, ovviamente, dei tanti suggerimenti possibili tra eccellenze vinicole, artistiche, e paesaggistiche, indicate in un articolo che, insieme alla Val d’Orcia, nel mondo, seleziona destinazioni come la San Luis Obispo Coast, in California, la Grand Valley, in Colorado, la Corsica, in Francia, la Southern Coast in Uruguay, Cape Town in Sudafrica, Melbourne, in Australia, la Regione della Styria, in Austria, il “Triangolo dello Cherry”, tra Jerez de la Frontera, Sanlúcar de Barrameda ed El Puerto de Santa María, in Spagna, ed Hong Kong, una della grandi capitali mondiali del mercato del vino.

11 • 01 • 2018
Wine Enthusiast

About 30 miles south of Siena and stretching to Monte Amiata, the spectacular, unspoiled countryside of Tuscany’s Val d’Orcia, a UNESCO World Heritage Site, looks like it’s been lifted out of a Renaissance painting. Dotted with farms, cypress trees, olive groves and vineyards, the gently rolling hills and fields offer the quintessential Italian landscape. The area is home to Brunello di Montalcino, one of Italy’s most lauded wines, as well as the Orcia Denominazione di Origine Controllata (DOC), one of Italy’s best-kept secrets. On top of fantastic wines and scenery, the picturesque towns of Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani and San Quirico d’Orcia boast artistic and cultural gems, making this destination a wine lover’s paradise. — Kerin O’Keefe

 

Where To Dine

 

Offering high-end cuisine made with locally sourced ingredients, Osteria Perillà in Rocca d’Orcia is a must. In scenic Bagno Vignoni, La Bottega di Cacio is perfect for a light lunch of local cheeses, cured meats and a glass of wine. Go to Vineria Le Potazzine in Montalcino for delicious, traditional Tuscan dishes and an extensive wine list of approximately 500 bottles. At La Taverna Banfi, lunch is served under the vaulted arches of a former barrel cellar.

 

Where To Stay

 

For luxury digs, choose the stunning, five-star ADLER Thermae Wellness & Spa Resort and enjoy its thermal pools, or stay at the gorgeous Castello di Velona Resort, Thermal Spa & Winery in Montalcino. For country-chic accommodations immersed in Brunello vineyards, opt for one of the impeccably furnished apartments at Borgo Canalicchio di Sopra Wine Relais. Winery accommodations with unbeatable views can be found in one of five spacious apartments at Roberto Mascalloni’s Poggio al Vento estate, a small, organic farm in Castiglione d’Orcia that produces outstanding wine and olive oil.

 

Other Activities

 

Val d’Orcia is a haven for walkers and cyclists, with winding roads that meander through the countryside and offer magnificent vistas. The hilltop town of Pienza, nestled between Montalcino and Montepulciano, is the ideal Renaissance town. A day trip should be on every visitor’s to-do list.

 

Budget Tip

 

Relax in the thermal pool of Terme San Filippo in Bagni San Filippo. If you’re feeling adventurous, there are free outdoor hot springs in the nearby woods just outside of Bagni San Filippo, with a marked path from the main road for easy access.

 

Where To Taste

 

Most wineries offer tastings and tours by appointment only. In Montalcino, visit the beautiful Ciacci Piccolomini d’Aragona Estate. Schedule a tour at Biondi Santi to learn more about the family that invented Brunello. Don’t miss a visit and tasting at the majestic Castello Banfi (pictured left). Donatella Cinelli Colombini’s Casato Prime Donne, the only winery in Italy run entirely by women; pioneering estate Baricci Colombaio Montosoli, located on the slopes of the celebrated Montosoli hillside; and Le Chiuse are all must-see boutique wineries. Be sure to check out Montalcino’s best wine bars, Enoteca Osticcio and Enoteca la Fortezza. For tastings and sweeping views in the Orcia DOC, visit Tenuta Sanoner in Bagno Vignoni, or make an appointment to visit biodynamic producer Podere Forte in Castiglione d’Orcia. In Pienza, visit quintessential Tuscan farm Capitoni.

 

When To Go

 

Spring, summer and early fall are the best times to enjoy outdoor activities and tour wine country.

 

Prominent Wines

 

Native grape Sangiovese rules in Val d’Orcia, and it’s the only grape allowed in Brunello di Montalcino and Rosso di Montalcino. Brunellos and Brunello Riservas are among the most ageworthy wines in all of Italy. Classic bottlings combine power and grace that boast violet, wild cherry, baking spice and earthy notes, which become more complex over time. Rosso is less structured and made to be enjoyed young. Situated between the Brunello and Vino Nobile di Montepulciano denominations, Orcia DOC wines must be made with a minimum of 60% Sangiovese, while Orcia Sangiovese DOC offerings must be at least 90% Sangiovese. Some producers blend in international grapes, while others use the native grape Foglia Tonda. The best wines are savory and well structured.

 

Val d’Orcia Local In The Know

 

“Take your time in Val d’Orcia to enjoy the beautiful countryside and visit the area’s art centers,” says wine producer Donatella Cinelli Colombini. “Follow the Via Francigena, the road that in the Middle Ages connected Northern Europe with Rome, and discover the traces of those who traveled it before us. Don’t miss Buonconvento’s delightful, walled-in hamlet, the town of San Quirico [d’Orcia] and the hamlet of Bagno Vignoni, the only medieval thermal spa that’s still intact today.”